SHOW / EPISODE

03. Lodovico Barbiano di Belgiojoso - Come vecchi marinai

1m | Jan 21, 2026

English below


Camminare camminare

senza filo spinato fra me e l’orizzonte

senza il compagno davanti che m’imbratti di fango 

senza il compagno dietro che mi urti il calcagno.

Correre o sostare

senza che un urlo o la sferza mi facciano trasalire.

fermarmi, quando voglio, ad ascoltare 

fa voce di un ruscello o il silenzio di un lago.


Mi porteranno tanto lontano

dove il ricordo del tempo passato

dove il ricordo del tempo passato non mi potrà seguire.

Sarò come uomo nuovo

ignaro di quello che fui

ma la melanconia mi sarà compagna

seduta sulla mia ombra.


Una grande casa

Piena di spazi,

con le finestre vuote

come occhiaie di un teschio

cui nessuno si affacci.

E dove il vento corra per le stanze

Cancellando le impronte dell’aria

Dei corpi e delle voci. Vagare

Per le camere vuote, rincorrendo

I ricordi e cercando

Di fissare il tempo.


Lodovico Barbiano di Belgiojoso, sopravvissuto a Mauthausen


Biografia

Lodovico Barbiano di Belgiojoso (1909 - 2004), milanese e discendente di una delle più antiche famiglie nobili dell’Italia settentrionale, è architetto. La sua biografia è strettamente legata a quella del gruppo di amici con cui fonda lo studio B.B.P.R: Gian Luigi Banfi, detto Giangio, (Milano 1910 – Mauthausen 1945), Enrico Peressutti (Pinzano al Tagliamento (PD) 1908 – Milano 1976) ed Ernesto Nathan Rogers (Trieste 1909 – Gardone, 1969). Se le leggi razziste del 1938 colpiscono Rogers, lo studio diventa un punto di riferimento per la Resistenza milanese e per il movimento Giustizia e Libertà. Catturato insieme a Giangio il 21 marzo 1944, è deportato a Mauthausen e poi a Gusen, dove l’amico  muore il 22 aprile 1945. Dopo la Liberazione, lo studio viene riaperto senza Banfi, mantenendo però la sigla B.B.P.R. Saranno dello studio B.B.P.R. i più importanti memoriali dedicati alla deportazione italiana: si ricordi almeno il Monumento ai caduti nei campi di sterminio nazisti del cimitero Monumentale di Milano,  il Museo Monumento al deportato politico e razziale di Carpi, il Memorial degli italiani caduti nei campi di sterminio nazisti di Auschwitz (oggi trasferito a Firenze). 

Le poesie lette sono tratte dal suo Non mi avrete, Edizioni del Leone, 1986. Molti anni prima della loro pubblicazione erano state date in forma dattiloscritta a Julia Banfi, la moglie di Giangio.


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Walking, walking


without barbed wire between me and the horizon


without a companion in front of me to smear me with mud 


without a companion behind me to bump into my heel.


Running or stopping


without a shout or a whip to make me jump.


Stopping when I want to listen 


to the sound of a stream or the silence of a lake.




They will take me far away


where the memory of times past


where the memory of times past cannot follow me.


I will be like a new man


unaware of what I was


but melancholy will be my companion


sitting on my shadow.




A large house


Full of spaces,


with empty windows


like the eye sockets of a skull


that no one looks out of.


And where the wind runs through the rooms


Erasing the traces of air


Of bodies and voices. Wandering


Through the empty rooms, chasing


Memories and trying


To fix time.




Lodovico Barbiano di Belgiojoso, survivor of Mauthausen




Biography


Lodovico Barbiano di Belgiojoso (1909 - 2004), a Milanese architect and descendant of one of the oldest noble families in northern Italy. His biography is closely linked to that of the group of friends with whom he founded the B.B.P.R. studio: Gian Luigi Banfi, known as Giangio, (Milan 1910 - Mauthausen 1945), Enrico Peressutti (Pinzano al Tagliamento (PD) 1908 – Milan 1976) and Ernesto Nathan Rogers (Trieste 1909 – Gardone, 1969). Although the racist laws of 1938 affected Rogers, the studio became a reference point for the Milanese Resistance and for the Giustizia e Libertà movement. Captured together with Giangio on 21 March 1944, he was deported to Mauthausen and then to Gusen, where his friend died on 22 April 1945. After the Liberation, the studio reopened without Banfi, but retained the initials B.B.P.R. The B.B.P.R. studio designed the most important memorials dedicated to Italian deportation: notable examples include the Monument to the Victims of the Nazi Extermination Camps in Milan's Monumental Cemetery, the Museum Monument to Political and Racial Deportees in Carpi, and the Memorial to Italians Who Died in the Nazi Extermination Camps in Auschwitz (now transferred to Florence). 


The poems read are taken from his Non mi avrete (You Will Not Have Me), Edizioni del Leone, 1986. Many years before their publication, they had been given in typescript form to Julia Banfi, Giangio's wife.


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Come vecchi marinai
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